Investimenti macchinari 4.0: come sfruttare l’iperammortamento 2026

Con l’apertura del portale GSE entra nel vivo l’iperammortamento 2026, la misura che incentiva investimenti in macchinari 4.0 e automazione.

Dopo l’introduzione nella Legge di Bilancio 2026 e la successiva pubblicazione del decreto attuativo, l’iperammortamento 2026 è entrato ufficialmente nella fase operativa con l’apertura delle procedure sul portale GSE. Iperammortamento è un termine comunemente utilizzato per indicare la nuova maxi-deduzione fiscale.
La misura rappresenta uno degli strumenti più rilevanti oggi disponibili per sostenere gli investimenti macchinari 4.0 e favorire la competitività delle imprese manifatturiere italiane. A differenza dei precedenti incentivi Transizione 4.0 e Transizione 5.0, il beneficio non assume la forma di un credito d’imposta ma di una maxi-deduzione fiscale che agisce direttamente sulla base imponibile dell’impresa.
Ad approfondire gli aspetti applicativi della misura è Matteo Gerevini, Amministratore Delegato di Premier Consulting, protagonista di una videointervista realizzata da TecnoLamiera dedicata alle opportunità offerte dal nuovo quadro incentivante.

Come funziona la maxi-deduzione prevista dall’iperammortamento 2026

L’iperammortamento consente di maggiorare fiscalmente il valore dei beni strumentali acquistati ai fini del calcolo dell’ammortamento.
In termini pratici, l’impresa sostiene il costo reale dell’investimento ma può dedurre dal reddito imponibile una quota superiore rispetto al valore effettivamente pagato, riducendo così il carico fiscale negli anni successivi.
La misura prevede una maggiorazione che può arrivare fino al 180% per gli investimenti effettuati nelle fasce iniziali di spesa, risultando particolarmente interessante per le piccole e medie imprese che pianificano programmi di ammodernamento tecnologico.
Gli investimenti agevolabili possono essere effettuati dal 1° gennaio 2026 fino al 30 settembre 2028.

Quali investimenti rientrano nell’agevolazione

Per il settore manifatturiero, il perimetro applicativo dell’incentivo risulta particolarmente ampio.
Tra i principali beni riconducibili alle categorie agevolabili rientrano:

  • macchine utensili a controllo numerico;
  • robot e sistemi di automazione;
  • linee di additive manufacturing;
  • magazzini automatici;
  • software ERP e MES;
  • sistemi di interconnessione e gestione della produzione.

Una delle principali novità riguarda l’eliminazione del vincolo di provenienza europea per i beni materiali e immateriali 4.0. I macchinari possono quindi essere acquistati indipendentemente dal Paese di produzione.
Restano invece specifiche limitazioni per gli impianti fotovoltaici, che continuano a essere soggetti a condizioni particolari relative alla provenienza dei componenti e alle modalità di certificazione previste dalla normativa.
Sono inoltre esclusi dall’agevolazione i software fruiti esclusivamente in modalità cloud a canone (Software as-a-Service).

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Investimenti macchinari 4.0 con iperammortamento 2026

 

Perché l’iperammortamento può favorire gli investimenti macchinari 4.0

Per molte aziende la nuova misura rappresenta un‘opportunità per accelerare programmi di innovazione che negli ultimi anni erano stati rinviati a causa dell’incertezza normativa o dell’aumento dei costi di investimento.
L’incentivo interessa in particolare le imprese che stanno valutando l’introduzione di nuove tecnologie per l’automazione dei processi, la digitalizzazione della produzione e l’integrazione dei sistemi informativi aziendali.
L’effetto della maxi-deduzione diventa particolarmente significativo nei casi in cui l’investimento rientra nelle fasce di spesa che beneficiano delle percentuali più elevate di maggiorazione fiscale.

Il cumulo con altri incentivi: il caso SIMEST

Uno degli aspetti più interessanti evidenziati da Matteo Gerevini riguarda la possibilità di combinare l’iperammortamento con altri strumenti di sostegno agli investimenti.
Tra gli esempi più significativi vi è il bando SIMEST dedicato alla Transizione Digitale ed Ecologica.
In presenza dei requisiti previsti dal programma, un’impresa può beneficiare contemporaneamente di contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e del vantaggio fiscale derivante dall’iperammortamento.
Naturalmente il cumulo deve rispettare i limiti stabiliti dalla normativa: il totale delle agevolazioni non può superare il costo complessivo dell’investimento e la base utilizzata per il calcolo della maxi-deduzione deve essere al netto di eventuali contributi già ricevuti sulle stesse spese.
Per molte PMI manifatturiere questa possibilità apre scenari interessanti nella pianificazione di investimenti che coinvolgono contemporaneamente macchinari, digitalizzazione ed efficientamento energetico.

Le procedure GSE richiedono una pianificazione accurata

Rispetto alle precedenti agevolazioni, l’iter amministrativo previsto dall’iperammortamento risulta più articolato.
Le imprese devono infatti seguire un percorso composto da diverse comunicazioni al GSE, dalla comunicazione preventiva dell’investimento fino alla rendicontazione finale e alla trasmissione del piano di ammortamento.
A ciò si aggiungono la perizia tecnica asseverata che certifica il rispetto dei requisiti 4.0 e l’interconnessione dei beni, oltre alla certificazione contabile rilasciata da un revisore legale. A differenza di quanto avveniva con le precedenti agevolazioni, non è prevista l’autodichiarazione semplificata.
La corretta gestione documentale assume quindi un ruolo centrale per evitare errori procedurali che potrebbero compromettere l’accesso al beneficio.

Cosa devono valutare oggi le imprese

L’entrata in vigore dell’iperammortamento 2026 offre alle aziende manifatturiere un nuovo strumento per programmare investimenti macchinari 4.0, automazione e digitalizzazione con un orizzonte temporale che arriva fino al 2028.
Per le imprese interessate a rinnovare il parco macchine o a introdurre nuove tecnologie produttive, il tema non riguarda soltanto l’entità del beneficio fiscale ma anche la capacità di integrare l’incentivo all’interno di una strategia più ampia che comprenda innovazione, sostenibilità ed efficienza operativa.
Proprio questi aspetti sono al centro dell’analisi proposta da Matteo Gerevini, Amministratore Delegato di Premier Consulting, nella videointervista realizzata da TecnoLamiera dedicata alle opportunità offerte dal nuovo iperammortamento.

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a cura di Maria Bonaria Mereu