Mercato macchine utensili: timida ripresa attesa nel 2026

All’Assemblea UCIMU presentati i dati del Centro Studi sul mercato macchine utensili: dopo un 2025 debole, il settore punta a una timida ripresa nel 2026 grazie alla domanda interna e all’Iperammortamento.

Dopo un 2025 caratterizzato dalla debolezza dell’export, il mercato macchine utensili italiano dovrebbe tornare a crescere nel 2026. È quanto emerge dai dati del Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU – Sistemi per Produrre, presentati durante l’Assemblea annuale dei soci il 7 luglio 2026. Assemblea cui era presente anche la vicepresidente di CONFINDUSTRIA per l’export e l’attrazione degli investimenti, Barbara Cimmino, il presidente del Comitato Scientifico di ISPI, Paolo Magri,  intervistati da Rita Querzè, giornalista del Corriere della Sera. A seguire  un confronto tra due giovani imprenditori, Luca Dadone ed Elisa Stucchi, che hanno raccontato la loro idea di innovazione, tra AI e realtà aumentata applicate al mondo del manifatturiero.
Secondo le stime riportate nel corso dell’Assemblea, la ripresa sarà sostenuta soprattutto dalla domanda interna e dalla piena operatività dell’Iperammortamento previsto dal Piano Transizione 5.0, mentre il mercato estero continuerà a mostrare segnali di debolezza.

I dati 2025: produzione stabile, export in calo

Secondo il Centro Studi UCIMU, nel 2025 la produzione italiana di macchine utensili, robot e automazione si è attestata a 6.391 milioni di euro, con un incremento dell’1% rispetto all’anno precedente.
A pesare sul risultato complessivo è stato soprattutto il calo dell’export, diminuito del 12% e sceso a 3.760 milioni di euro, mentre il rapporto tra esportazioni e produzione è passato dal 67,5% del 2024 al 58,8%.
Sul mercato interno, invece, si è registrato un’inversione di tendenza. Dopo due anni di flessione, le consegne dei costruttori italiani sono cresciute del 28,1%, raggiungendo 2.631 milioni di euro, sostenute dalla ripresa del consumo domestico, aumentato del 22,3% fino a 4.534 milioni di euro.
Pur in un contesto ancora complesso, l’industria italiana si è confermata tra i principali protagonisti a livello internazionale, mantenendo il quinto posto mondiale sia per produzione sia per consumo e il quarto posto per esportazioni.

mercato macchine utensili Ucimu 2026

Le previsioni UCIMU per il mercato macchine utensili nel 2026

Per il 2026, il Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU prevede una moderata ripresa per l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione. Tutti i principali indicatori dovrebbero tornare in territorio positivo, anche se con tassi di crescita ancora contenuti.
La produzione è attesa a 6.640 milioni di euro, in aumento del 3,9% rispetto al 2025. Le esportazioni dovrebbero mantenersi sostanzialmente stabili, raggiungendo 3.785 milioni di euro (+0,7%), mentre il mercato interno continuerà a rappresentare il principale motore della crescita.
Le consegne dei costruttori italiani sul mercato domestico sono previste in aumento dell’8,5%, fino a 2.855 milioni di euro, sostenute da una domanda nazionale stimata in 4.870 milioni di euro (+7,4%). Anche le importazioni dovrebbero registrare un incremento, attestandosi a 2.015 milioni di euro (+5,9%).

Riccardo Rosa: export debole, ma il mercato interno può sostenere la ripresa

Commentando i risultati, il presidente di UCIMU-Sistemi per Produrre, Riccardo Rosa, ha evidenziato come il 2025 sia stato un anno complessivamente deludente, soprattutto a causa del forte rallentamento delle esportazioni:
«Il 2025 è stato un anno complessivamente deludente per i costruttori italiani di macchine utensili che hanno dovuto fare i conti anzitutto con il forte calo delle vendite all’estero. D’altra parte, nonostante la ripresa, anche l’attività sul mercato interno è risultata poco soddisfacente, complice anche il caos intorno a Transizione 5.0».
Secondo il presidente di UCIMU, l’instabilità geopolitica continua a rappresentare uno dei principali fattori di incertezza per un comparto che realizza una parte significativa del proprio fatturato sui mercati internazionali. Tuttavia, le imprese italiane hanno dimostrato negli ultimi anni una notevole capacità di adattamento, imparando a operare anche in contesti caratterizzati da forte volatilità.
Rosa ha inoltre sottolineato come l’impatto dei dazi introdotti dagli Stati Uniti sia rimasto, nel complesso, gestibile. Pur registrando un calo del 9% delle esportazioni verso il mercato americano, gli USA si confermano il principale mercato di destinazione delle macchine utensili italiane grazie alla domanda di tecnologie avanzate e altamente personalizzate.

Europa, automotive e scenario internazionale

Tra i fattori che continuano a influenzare il comparto,  Rosa ha richiamato l’attenzione sulla situazione del mercato europeo e, in particolare, sulle difficoltà della filiera automotive.
Secondo il presidente di UCIMU, le politiche europee legate alla transizione verso la mobilità elettrica rischiano di penalizzare la competitività dell’industria manifatturiera. Per questo l’associazione ribadisce la necessità di adottare il principio della neutralità tecnologica, così da accompagnare la transizione senza compromettere la capacità produttiva e l’occupazione dell’intera filiera.
Un segnale positivo arriva invece dalla Germania. Dopo tre anni di contrazione, il mercato tedesco delle macchine utensili ha mostrato i primi segnali di ripresa, un’evoluzione che potrebbe avere effetti favorevoli anche sull’industria italiana, fortemente integrata nelle filiere produttive del Made in Germany.

Iperammortamento: un’opportunità per rilanciare gli investimenti

Secondo UCIMU, il principale fattore di sostegno al mercato italiano nel 2026 sarà rappresentato dalla piena operatività dell’Iperammortamento previsto dal Piano Transizione 5.0.
«Con una domanda estera ancora debole, il mercato interno assume un’importanza ancora maggiore per le nostre imprese. La disponibilità dell’Iperammortamento rappresenta un valido strumento di sostegno agli investimenti in nuove macchine utensili», ha affermato Riccardo Rosa.
Il presidente dell’associazione ha ricordato che l’inizio del 2026 era stato caratterizzato da una forte contrazione della raccolta ordini sul mercato domestico. L’avvio operativo della piattaforma GSE ha però contribuito a sbloccare numerosi investimenti rimasti in attesa di certezze normative.
Secondo Rosa, questo conferma come la domanda di nuove tecnologie fosse presente ma frenata dall’incertezza. La possibilità di pianificare gli investimenti su un orizzonte pluriennale rappresenta oggi un elemento fondamentale sia per le imprese costruttrici sia per le aziende manifatturiere chiamate a rinnovare il proprio parco macchine.

Mercato macchine utensili: i segnali della ripresa

I dati presentati all’Assemblea UCIMU delineano un quadro ancora complesso per l’industria italiana delle macchine utensili, ma evidenziano anche i primi segnali di un’inversione di tendenza. Dopo un 2025 condizionato dalla debolezza dell’export, il 2026 dovrebbe segnare una graduale ripresa, sostenuta soprattutto dalla domanda interna e dagli incentivi agli investimenti.
Resta centrale la capacità delle imprese di continuare a innovare, investire in tecnologie avanzate e rafforzare la competitività sui mercati internazionali, in uno scenario che continua a essere influenzato dall’incertezza geopolitica e dalle trasformazioni dell’industria manifatturiera.

calendar_month

a cura di Maria Bonaria Mereu