Il settore europeo delle macchine utensili chiude il 2025 con una contrazione della produzione del 6,6% e una perdita di quota sul mercato mondiale. Secondo CECIMO, il 2026 potrebbe segnare una fase di stabilizzazione.
Le macchine utensili europee affrontano una delle fasi più complesse degli ultimi anni. È quanto emerge dall’analisi economica presentata da CECIMO durante l’Assemblea Generale di Basilea, ospitata da SWISSMEM, dove sono stati esaminati i principali trend del settore e le prospettive per il 2026.
Dopo due anni consecutivi di rallentamento, il comparto continua a risentire della debolezza degli investimenti industriali, dell’incertezza geopolitica e della crescente pressione competitiva internazionale. Sebbene siano attesi alcuni segnali di miglioramento nel prossimo anno, l’associazione europea dei costruttori di macchine utensili invita alla prudenza: la ripresa appare ancora fragile e fortemente dipendente dall’evoluzione del contesto economico globale.
Macchine utensili europee: il 2025 si chiude con produzione e domanda in calo
Secondo le stime CECIMO, nel 2025 la produzione europea di macchine utensili si è attestata a 23,5 miliardi di euro, registrando una flessione del 6,6% rispetto all’anno precedente.
Anche il mercato interno mostra segnali di debolezza. I consumi sono diminuiti del 3,7%, mentre le esportazioni europee hanno subito una contrazione dell’8,8%. In calo anche le importazioni, scese del 4,2%.
Il rallentamento conferma una tendenza che coinvolge gran parte dell’industria manifatturiera europea, dove molte aziende continuano a posticipare gli investimenti in nuovi impianti e tecnologie produttive a causa delle incertezze economiche e finanziarie.
Competitività industriale sotto pressione: l’Europa perde quote sul mercato mondiale
Uno dei dati più significativi riguarda il progressivo ridimensionamento del peso europeo nella produzione mondiale di macchine utensili.
Nel 2025 la quota dell’Europa è scesa al 30,8%, quasi due punti percentuali in meno rispetto al 2024. Se confrontato con il 2023, il calo raggiunge quasi tre punti percentuali, evidenziando una graduale erosione della competitività industriale europea.
Parallelamente, i principali concorrenti asiatici continuano a rafforzare le proprie capacità produttive. Giappone, Cina e Corea del Sud restano infatti i principali fornitori di macchine utensili per il mercato europeo, mentre Stati Uniti, Cina e India rappresentano le destinazioni più importanti per l’export dei costruttori europei.
Questa dinamica alimenta le preoccupazioni di CECIMO sulla capacità dell’Europa di mantenere la propria leadership tecnologica nel lungo periodo.
Ripresa economica fragile nel 2026 tra rischi geopolitici e nuovi investimenti
Le previsioni per il 2026 indicano un possibile miglioramento dei livelli di produzione e consumo nei Paesi europei. Anche gli ordini complessivi mostrano segnali incoraggianti: dopo anni difficili, si prevede una moderata crescita del portafoglio ordini nei Paesi monitorati dall’indice CECIMO8 (è un indice che aggrega gli ordini nazionali ed esteri degli otto principali produttori del settore delle tecnologie di produzione – Germania, Italia, Svizzera, Spagna, Austria, Francia, Regno Unito e Repubblica Ceca – ponderato in base ai livelli di produzione del 2021).
Tuttavia, secondo l’associazione, non si può ancora parlare di una vera inversione di tendenza.
Le prospettive restano infatti condizionate da numerosi fattori di rischio: tensioni geopolitiche, conflitti internazionali, possibili misure tariffarie, volatilità dei prezzi energetici e debolezza degli investimenti industriali nelle principali economie europee.
In questo scenario, qualsiasi peggioramento delle condizioni macroeconomiche potrebbe rallentare ulteriormente il percorso di recupero del settore.
Difesa, aerospazio e intelligenza artificiale possono sostenere la crescita
Accanto ai rischi emergono però anche nuove opportunità. CECIMO individua alcuni comparti strategici che potrebbero generare una domanda significativa di tecnologie produttive avanzate nei prossimi anni. Tra questi figurano la difesa, l’aerospazio, l’elettrificazione, le applicazioni industriali dell’intelligenza artificiale e l’ingegneria avanzata.
L’aumento degli investimenti pubblici in questi settori potrebbe infatti tradursi in una maggiore richiesta di macchine utensili ad alta precisione e di soluzioni manifatturiere evolute, favorendo il rilancio dell’intera filiera europea.
La velocità di attuazione dei programmi industriali e infrastrutturali sarà tuttavia determinante per trasformare queste opportunità in crescita concreta.
CECIMO: servono politiche industriali più rapide per difendere la leadership europea
Il messaggio lanciato da CECIMO è chiaro: l’Europa non può più considerare acquisita la propria leadership industriale.
“La situazione attuale conferma che l’Europa non può dare per garantita la propria leadership industriale”, ha dichiarato François Duval, presidente di CECIMO, sottolineando come il settore continui a operare in un contesto caratterizzato da domanda debole, incertezza globale e crescente pressione competitiva.
Per invertire la tendenza saranno necessari un quadro normativo stabile, maggiori investimenti industriali e una più rapida implementazione delle politiche a sostegno della produzione avanzata.
Il 2026 potrebbe rappresentare un punto di svolta per le macchine utensili europee. Ma senza interventi concreti e tempestivi, il rischio è quello di assistere a un ulteriore arretramento della competitività manifatturiera del continente proprio mentre i principali concorrenti globali accelerano sul fronte tecnologico e produttivo.
a cura di Maria Bonaria Mereu

Condividi l'articolo
Scegli su quale Social Network vuoi condividere