Scattolini ha costruito il reparto di piegatura della lamiera con nove presse piegatrici Warcom, tra isole robotizzate e macchine stand alone, per gestire produzioni molto diverse.
Per chi produce cassoni e allestimenti per veicoli commerciali, la piegatura della lamiera deve adattarsi a componenti molto diversi per dimensioni e caratteristiche. È il caso di Scattolini, azienda di Valeggio sul Mincio (VR) specializzata nella produzione di cassoni ribaltabili, cassoni fissi, furgonature e allestimenti per veicoli commerciali, che ha sviluppato il proprio reparto di piegatura per rispondere a esigenze produttive eterogenee.
La capacità di personalizzare gli allestimenti si accompagna infatti a un ciclo produttivo gestito internamente, dalla lamiera piana e dai coil fino al prodotto finito. All’interno di questo percorso, la piegatura della lamiera rappresenta una fase che negli anni è stata progressivamente automatizzata, con tecnologie Warcom presenti nel reparto da oltre vent’anni.
Piegatura della lamiera: un reparto dimensionato sulle diverse lavorazioni
Scattolini dispone oggi di nove presse piegatrici Warcom, quattro inserite in isole robotizzate e cinque stand alone. Una configurazione pensata per lavorare componenti che vanno dalla minuteria fino ai pianali più lunghi.
«La nostra produzione è estremamente eterogenea – spiega Enrico Trentin, responsabile tecnico di Scattolini – Realizziamo componenti di dimensioni molto diverse tra loro e sarebbe impensabile utilizzare una pressa da 6 m per produrre piccoli particolari. Per questo abbiamo costruito un reparto in grado di coprire tutte le esigenze, scegliendo per ogni lavorazione la macchina più adatta».
La varietà dimensionale dei particolari ha quindi portato Scattolini a costruire un reparto articolato, nel quale la scelta della macchina viene effettuata in funzione della specifica lavorazione.

Dall’alluminio alla piegatura della lamiera
La necessità di gestire produzioni differenti riguarda anche i materiali. Tra gli elementi distintivi di Scattolini c’è infatti la lavorazione dell’alluminio, utilizzato per realizzare allestimenti più leggeri mantenendo elevati standard di resistenza meccanica.
«Si tratta di un materiale più complesso da gestire rispetto all’acciaio perché richiede utensili, impianti e competenze specifiche. Tuttavia, permette di ottenere allestimenti molto più leggeri, senza rinunciare alla robustezza e offrendo al cliente una maggiore capacità di carico», racconta Trentin.
La gestione interna delle diverse fasi produttive comprende taglio laser, punzonatura, piegatura, stampaggio, saldatura, verniciatura e assemblaggio finale. Negli ultimi anni Scattolini ha inoltre investito nella verniciatura con un nuovo impianto con cataforesi.
Automazione e nuove presse piegatrici elettriche
L’evoluzione del reparto di piegatura della lamiera prosegue anche attraverso l’introduzione di presse piegatrici elettriche, destinate alle lavorazioni compatibili con questa tecnologia.
«Le macchine elettriche garantiscono tempi ciclo più rapidi, consumi energetici inferiori e costi di manutenzione ridotti», afferma Trentin.
La scelta, tuttavia, non prevede la sostituzione delle presse idrauliche. «Naturalmente esistono limiti legati al tonnellaggio e agli spessori lavorabili, motivo per cui continueremo ad affiancarle alle grandi piegatrici idrauliche. Per noi non si tratta di sostituire una tecnologia con un’altra, ma di utilizzare quella più adatta a ogni specifica applicazione».
L’approccio punta quindi a combinare tecnologie differenti all’interno dello stesso reparto, in funzione delle caratteristiche dei componenti da produrre.
La robotica nella piegatura della lamiera
Per Scattolini l’automazione ha anche una funzione legata all’organizzazione del lavoro. Le lavorazioni più impegnative vengono affidate ai robot, permettendo agli operatori di concentrarsi sulla programmazione, sul controllo del processo e sulla qualità del componente.
«Quando un robot esegue il lavoro fisicamente più gravoso, l’operatore può concentrarsi sulla programmazione, sul controllo del processo e sulla qualità finale del componente – spiega Trentin – In questo modo aumentano produttività, precisione e continuità del risultato, riducendo al minimo anche il rischio di errore umano».
Il percorso di automazione non è concluso: il prossimo obiettivo indicato dall’azienda riguarda l’introduzione di una nuova isola dedicata alla produzione dei piccoli componenti.

Warcom e Scattolini, una collaborazione di oltre vent’anni
Alla crescita del reparto ha contribuito una collaborazione con Warcom che dura da oltre vent’anni. Nel tempo, il rapporto ha accompagnato l’evoluzione delle esigenze produttive di Scattolini, comprese dimensioni delle macchine, automazione e personalizzazioni.
«Warcom ci ha sempre seguito con grande disponibilità – sottolinea Trentin – Ogni volta che abbiamo avuto esigenze particolari, sia in termini di dimensioni delle macchine sia di automazione o personalizzazioni, abbiamo trovato un interlocutore capace di ascoltare e proporre soluzioni concrete».
Il valore della collaborazione, secondo Scattolini, risiede quindi nella capacità di adattare la tecnologia alle caratteristiche del processo produttivo.
Piegatura della lamiera tra affidabilità, competenza e flessibilità
Affidabilità, competenza e flessibilità sono i tre elementi indicati da Scattolini per descrivere la collaborazione con Warcom. L’affidabilità è legata all’assistenza e alla riduzione dei fermi produttivi; la competenza al confronto tecnico che accompagna gli investimenti; la flessibilità alla possibilità di personalizzare le macchine in funzione delle esigenze produttive.
«Lavoriamo prodotti molto particolari e avere un partner come Warcom disposto ad adattare la tecnologia al nostro processo rappresenta un valore aggiunto fondamentale», conclude Trentin. Nel reparto Scattolini, l’evoluzione della piegatura della lamiera passa quindi dalla combinazione di macchine differenti, automazione robotizzata e soluzioni elettriche, mantenendo al centro la necessità di scegliere la tecnologia più adatta alle diverse lavorazioni.
a cura di Maria Bonaria Mereu

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